


Pubblicato nel 1851 a Padova, questo trattato di geometria descrittiva, scritto dal matematico italiano Giulio Bellavitis, rappresenta un importante contributo alla disciplina. L'opera, impreziosita da cinque grandi tavole ripiegate, è un esempio avanguardistico dell'insegnamento di Bellavitis, che fu cattedratico dell'Università di Padova.
Il volume è caratterizzato da una legatura coeva in mezza pelle, con titoli impressi in oro al dorso. Sebbene presenti lievi fioriture sparse, il testo conserva la sua integrità. Bellavitis, noto per l'elaborazione del metodo delle equipollenze, introduce nel suo lavoro principi fondamentali relativi alla geometria superiore, fornendo regole utili per la misura delle aree e dei volumi.
L'opera si colloca quindi in un contesto accademico e scientifico elevato, riflettendo il pensiero innovativo di un autore che ha segnato la storia della matematica italiana del XIX secolo.
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