Luca Giordano
Luca Giordano (Napoli, 1634 - 1705) CRISTO E L'ADULTERA olio su tela, cm 180x231,5 firmato in basso a destra: "Jordanus F. 1656" CHRIST AND THE ADULTERESS oil on canvas, 180x231.5 cm signed lower right: "Jordanus F. 1656" Bibliografia - V. Pacelli, Pittura del 600 nelle collezioni napoletane, Napoli 2001, pp. 78-81. - V. Pacelli, A proposito di Gesù e l’adultera di Luca Giordano del 1656 e l’iconografia del tema evangelico, in “Ricerche sul Seicento napoletano. Saggi e documenti (2001)”. Napoli 2002, pp. 158-65. - O. Ferrari – G. Scavizzi, Luca Giordano. Nuove ricerche e inediti, Napoli 2003, p. 32, AO 37, fig. AO 37. Resa nota da Vincenzo Pacelli e accolta da Ferrari e Scavizzi nell’ampliamento al catalogo generale di Luca Giordano, l’opera che qui proponiamo si impone, oltre che per la data precoce e le grandi dimensioni, come prototipo di una composizione che l’artista napoletano replicò negli anni successivi variandone appena il formato, e che fu poi ripetuta dalla bottega e da anonimi copisti a testimonianza del suo successo tra i collezionisti napoletani. Ci era infatti nota grazie a una tela di formato più allungato e di maggiori dimensioni (cm 158x284) priva di firma e data e variata in minimi dettagli che Ferrari e Scavizzi avevano riferito ad anni appena successivi, tra il 1657 e il 1660 (Luca Giordano, Napoli 1992, p. 261, A 72, tavv. X-XI). Una versione ulteriore è stata pubblicata dai medesimi autori nel 2003 (Nuove ricerche e inediti, cit., AO 38). L’interesse dell’opera risiede poi nella sua puntuale risposta all’esempio di Mattia Preti, presente a Napoli dal 1653. È attraverso di lui che Luca Giordano supera, almeno momentaneamente, quel riferimento testuale a Ribera che aveva segnato la sua prima giovinezza per accostarsi alla pittura barocca nella sua versione neo-veneziana, come si vede ad esempio nelle pale dedicate a San Nicola da Tolentino e San Tommaso di Villanova, già in Sant’Agostino agli Scalzi, del 1658; opere che precedono il soggiorno veneziano del 1664 e che si spiegano solo attraverso il contatto con le opere del pittore calabrese. Più specifico, per quanto riguarda il nostro dipinto, il confronto con un episodio vetero-testamentario in raccolta privata napoletana (David punisce gli uccisori di Ishbaal) esposto a Napoli nel 2001 (Luca Giordano 1634-1705, catalogo della mostra, Napoli 2001, pp. 124-25, n. 24), simile alla nostra Adultera nel taglio della scena, introdotta da figure a mezzo busto e divisa in netti partiti luminosi sullo sfondo di un’architettura classicheggiante.