Lucumone
Nino Caruso nasce a Tripoli dove i suoi genitori, originari di Comiso in Sicilia, erano emigrati in cerca di lavoro. Trascorre l’infanzia nella capitale libica fino all’estate del 1940 quando lo scoppio della Seconda Guerra mondiale lo costringe a trattenersi in Italia. Prosegue la sua formazione scolastica in un Istituto Tecnico Commerciale di Ferrara e all’Istituto Professionale per l’Industria nella città di Vittoria. All’età di sedici anni interrompe gli studi e intraprende l’attività lavorativa come tornitore meccanico in un’industria automobilistica di Tripoli, dove viene coinvolto nella difficile situazione politica in lotta per l’indipendenza della Libia. Tali implicazioni causano la sua espulsione e il rientro in Italia. Alla fine del 1951 è a Roma, dove il ceramista e amico Salvatore Meli lo introduce nel suo laboratorio a Villa Massimo. Caruso matura presto un vivo interesse per la ceramica e la volontà di colmare autonomamente la mancanza di un’adeguata formazione tecnica. Ad aiutarlo in questo intento è la frequentazione della fabbrica di maioliche denominata S. I. C. a Casale Monferrato.Tra la fine del 1954 e l’inizio del 1955 apre a Roma un piccolo studio dove realizzare e vendere le proprie opere. Caruso non si fa scoraggiare dai pressanti disagi economici e prosegue la propria ricerca con passione e convinzione, attraverso lo studio delle tecniche tradizionali affiancato da una spasmodica sperimentazione dei materiali e dei procedimenti di lavorazione. La sua prima personale è alla Galleria dell’Incontro nel 1956, presentata dall’amico Renato Guttuso. La carriera espositiva prende avvio con numerose presenze dell’artista alle principali esposizioni di ceramica contemporanea, come il Concorso Nazionale della Ceramica di Faenza e alla Biennale d’Arte Ceramica di Gubbio. Altro riconoscimento di rilievo è costituito dalla medaglia d’oro ottenuta a Praga nel 1962 nell’ambito della terza edizione dell’Esposizione Internazionale della Ceramica. Entra a far parte del Words Craft Council facilitando le iniziative volte a incrementare l’interesse pubblico nei confronti di questa realtà. Motivazioni simili spingono Caruso a farsi promotore del C.I.P.A. che si prefigge lo scopo di promuovere “un nuovo artigianato che trovi il suo equilibrio nella nuova società industriale e che sappia inserirsi in modo vivo nella cultura moderna”.