Madonna con il Bambino, San Giovannino e l'arcangelo Gabriele
Si ringraziano il dott. Davide Civettini e il dott. Christopher Daly che hanno attribuito il dipinto a Tommaso di Credi. Fu Giovanni Morelli a riunire un gruppo di dipinti, già ritenuti di Lorenzo di Credi o della sua scuola, per attribuirli a uno stretto collaboratore, da principio individuato in Tommaso di Stefano Lunetti, ipotesi che fu respinta da Berenson per l’incompatibilità tra i dati anagrafici di quest’ultimo e lo stile delle opere. Tommaso di Credi, in ogni modo, fu artista assai prolifico, anche grazie all’accentuata ripetitività delle sue composizioni, con il reimpiego da un quadro all’altro, con minime varianti, delle medesime soluzioni figurative. Puntando sulla fedeltà al maestro e sulla riconoscibilità del marchio di fabbrica, Tommaso garantì una copiosa produzione di ottima tenuta qualitativa, in grado di rispondere alle richieste dell’atelier di Lorenzo di Credi. Lo dimostra efficacemente anche il bel tondo che qui si presenta, in cui non è difficile riscontrare la filiazione diretta, sebbene non pedissequa, da diverse Adorazioni del Bambino di Lorenzo, con piccole varianti che riguardano per lo più la posa del Bambino, del San Giovannino o di Giuseppe. La bellezza dell’ampio brano di paesaggio, la brillantezza e luminosità dei colori, la grazia e tenerezza delle espressioni conferiscono al dipinto un’indiscutibile piacevolezza ed eleganza formale, che lo qualificano come un nobile prodotto della pittura fiorentina a cavallo tra XV e XVI secolo. Pur nella perdurante difficoltà a stabilire una cronologia all’interno della produzione di Tommaso, sia per la penuria di opere datate, sia per la mancanza di intellegibili evoluzioni all’interno del suo corpus, sembra ragionevole fissare l’esecuzione del tondo qui in oggetto nel primo decennio del Cinquecento.