



L'opera, attribuita a Tiberio Billò, è un olio su tavola di dimensioni 172x99,5 cm. Datata, ma non specificata, si colloca nel contesto della scuola senese del XVI secolo. Il dipinto presenta una struttura piramidale, con la Madonna col Bambino in gloria incoronata da due angeli nella parte superiore e i santi Pietro e Domenico in adorazione nella parte inferiore. In basso al centro è visibile uno stemma identificato solo parzialmente. Questa commissione, presumibilmente ecclesiastica, si inserisce nell'alveo degli artisti senesi post-1555, periodo in cui la tradizione locale venne rivitalizzata.
L'opera rivela influenze delle tecniche usate da Billò, il quale, ispirandosi ai capiscuola del primo Cinquecento, contribuì alla rinascita artistica dopo la caduta della Repubblica di Siena. La sua produzione si distingue per l'equilibrio compositivo e l'uso di una palette ricca e variata. Le iscrizioni in basso indicano i santi venerati, mentre il timbro dello stemma rimarca l'importanza della committente. Il dipinto è rimasto in buono stato di conservazione, testimonianza di un'arte che ha saputo superare i secoli, e proviene da una collezione privata di Siena.
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L'opera, attribuita a Tiberio Billò, è un olio su tavola di dimensioni 172x99,5 cm. Datata, ma non specificata, si colloca nel contesto della scuola senese del XVI secolo. Il dipinto presenta una struttura piramidale, con la Madonna col Bambino in gloria incoronata da due angeli nella parte superiore e i santi Pietro e Domenico in adorazione nella parte inferiore. In basso al centro è visibile uno stemma identificato solo parzialmente. Questa commissione, presumibilmente ecclesiastica, si inserisce nell'alveo degli artisti senesi post-1555, periodo in cui la tradizione locale venne rivitalizzata.
L'opera rivela influenze delle tecniche usate da Billò, il quale, ispirandosi ai capiscuola del primo Cinquecento, contribuì alla rinascita artistica dopo la caduta della Repubblica di Siena. La sua produzione si distingue per l'equilibrio compositivo e l'uso di una palette ricca e variata. Le iscrizioni in basso indicano i santi venerati, mentre il timbro dello stemma rimarca l'importanza della committente. Il dipinto è rimasto in buono stato di conservazione, testimonianza di un'arte che ha saputo superare i secoli, e proviene da una collezione privata di Siena.
| Bibliografia | G. Milanesi, Documenti per la storia dell'arte senese, vol. III, Siena, presso Onorato Porri, 1856, pp. 226, 243) A. Bagnoli, Una visita al museo civico e diocesano d'arte sacra, in Montalcino e il suo territorio, a cura di Roberto Guerrini, Siena, Caleido per Banca di Credito Cooperativo di Sovicille, 1998, pp. 139-141) |
| Dimensioni | cm 172x99,5 |
| Provenienza | collezione Privata, Siena |
| Tecnica | olio su tavola |