| AltreInformazioni | Nonostante, dal punto di vista iconografico, il soggetto della Madonna col Bambino sdraiato in grembo sia prevalente in Veneto e nel Trentino, questa Madonna della seconda metà del Quattrocento può essere più riferibile all'area umbro-marchigiana. Nell'area veneto-trentina la scultura trova dei corrispondenti iconografici stretti con quelle di Giovanni Zabellana (documentato a Venezia dal 1492 al 1502), come quelle della Chiesa Parrocchiale di Brentonico, del Castello Sforzesco di Milano e di Strà di Belfiore d'Adige. Si deve tuttavia notare che mentre nelle Madonne trentine il Bambino giace sempre nudo, qui è fasciato ed è quindi riferibile a un Istituto Religioso di Carità degli Innocenti. Dal punto di vista stilistico la scultura appare invece più riferibile all'area umbro-marchigiana, come si può constatare nel raffronto del volto della nostra Madonna con quello della Madonna del Soccorso, Urbino, Palazzo Ducale, databile però al XVI secolo e a quella di Varignano, Chiesa Parrocchiale, Camerino. Bibliografia di riferimento: Imago lignea, Sculture lignee nel Trentino dal XIII al XVI secolo, a cura di Enrico Castelnuovo, Temi Editrice, Trento, 1989, pp. 115, 116, n. 15, figg. 61, 62, 63; Géza de Francovich, Un gruppo di sculture in legno umbro-marchigiane, in Bollettino d'Arte del Ministero della Pubblica Istruzione, Bestetti e Tuminelli, Milano-Roma, anno VIII, serie II, n. XI, maggio 1929, pp. 481-912, figg. 16, 17. |
| Dimensioni | cm 62x39 |
| Tecnica | Scultura in legno policromo |