
Il lotto comprende una monetazione mista coniata in diverse poleis della Magna Grecia e della Sicilia, databile tra il IV e il III secolo a.C. Tra gli esemplari si segnalano monete provenienti da Cales, Neapolis, Reghium, Thurium, Siracusa e Taranto. In particolare, sono inclusi il Nomos di Taranto e due esemplari del Piccolo Bronzo di Gerone II di Siracusa, oltre all'Emiobolo di Taranto, che rappresentano rarità per i collezionisti.
Le monete sono realizzate in argento e bronzo, presentano conservazioni variabili, da B a BB, e testimoniano la ricchezza e la varietà dei sistemi monetari dell'epoca. La presenza di esemplari rari rende questo lotto di particolare interesse non solo per i collezionisti ma anche per gli studiosi della numismatica antica.
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