




L'opera è attribuita a Michelangelo Cerquozzi (1602 - 1660), eseguita in olio su tela con dimensioni di 70x85 cm, inclusa la cornice. Essa rappresenta un'elegante natura morta caratterizzata da un vivo grappolo d'uva bianca, affiancato da un melograno aperto, una zucca e altri frutti disposti liberamente.
L'opera, databile alla fine degli anni Venti del Seicento, rivela un'appartenenza chiara all'ambito romano. La rappresentazione presenta un rigoroso oggettivismo, tipico dell'ascendenza post-caravaggesca, accentuato da una luce obliqua che modella con forza le masse, creando un contrasto con il fondo scuro. L'impostazione compositiva si distacca dalle formule simmetriche tradizionali, prefigurando una maggiore libertà barocca.
Questo dipinto è una significativa testimonianza del ruolo di Cerquozzi come mediatore tra la prima natura morta romana e i successivi sviluppi del genere, rinforzato da confronti stringenti con altre opere del suo catalogo. L'opera è accompagnata da un'expertise del prof. Giancarlo Sestieri.
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