Pietro della Vecchia
Pietro della Vecchia (Venezia, 1603 - Vicenza, 1678) FIGURA DI CONDOTTIERO olio su tela, cm 116x105,5 FIGURE OF A CONDOTTIERO oil on canvas, 116x105.5 cm L’inedito dipinto qui presentato costituisce una versione ulteriore – e senza dubbio una delle più belle - di un soggetto noto in diversi esemplari già catalogati da Bernard Aikema nella sua fondamentale monografia sull’artista (Pietro della Vecchia and the heritage of the Renaissance in Venice, Firenze 1990, p. 149, cat. 210). A questi si è aggiunto più recentemente il dipinto di raccolta privata padovana pubblicato da Enrico Dal Pozzolo (Il fantasma di Giorgione, Treviso 2011, pp. 54-55, fig. 52; p. 127, nota 103) che ne ha fatto occasione per una riflessione su Pietro Vecchia imitatore - o piuttosto interprete - di Giorgione. Come specificato da Aikema, la composizione si accompagnava con ogni probabilità al più noto (e più spesso replicato) Guerriero in giubba bianca che sguaina la spada il cui esemplare migliore si conserva a Vienna, Kunsthistorisches Museum, dalla collezione dell’arciduca Leopoldo Guglielmo (ibidem, cat. 211). È appunto quello, con ogni probabilità, il dipinto citato da Marco Boschini nella Carta del navegar pitoresco… (1660) come prova della capacità del Della Vecchia di reinventare, quasi un Giorgione redivivo, i modelli del primo Cinquecento veneziano, sui quali si era indubbiamente formato grazie al suo primo maestro, il Padovanino. Nella Breve istruzione premessa alle Ricche minere della pittura veneziana (1674) Boschini insiste anzi sulla capacità del pittore di inventare nuovi soggetti “alla maniera di” Giorgione e dei grandi del Cinquecento, non limitandosi a copiare i loro modelli: una capacità per la quale egli era estremamente ricercato dai collezionisti di pittura veneziana e che aveva origine nella sua perfetta conoscenza, anche in qualità di restauratore, delle loro “maniere”. Questa definizione di Pietro della Vecchia “simia de Zorzon” proprio in virtù delle sue mezze figure di guerrieri (un soggetto del tutto estraneo, come oggi sappiamo, al maestro di Castelfranco) indica la misura in cui, dopo un secolo e mezzo, la figura di Giorgione e i vari temi della sua pittura fossero ormai totalmente offuscati dall’interpretazione datane dai suoi primi seguaci, appunto i “giorgioneschi”. Si può infine sottolineare, come evidenziato da Dal Pozzolo, che il bassorilievo istoriato – un’allusione all’antico pur se distante da ogni modello classico – che compare anche nella versione padovana vale qui come “pietra vecchia” e dunque come probabile firma del pittore. Sappiamo ormai che “della Vecchia” fu il vero cognome di Pietro, a lungo ed erroneamente chiamato “Muttoni”, forse a seguito del passo di Luigi Lanzi che nella Storia pittorica, a conclusione di una lucida disamina dell’artista, riporta questa versione.