
Questa osella, realizzata in argento nel 1750, raffigura il Doge Pietro Grimani durante il suo dogato CXV (1741-1752), con un peso di 9,78 gr. e un diametro di 35,50 mm. Sull'avverso è rappresentato San Marco di fronte a un altare, con il Doge orante e il leone al suo fianco.
La scena è coronata dalla sigla 'Z B' (Zuane Balbi, massaro). Il rovescio presenta un'iscrizione in cinque righe, adornata da una corona con corno dogale. L’opera è catalogata come Montenegro 2702, CNI 109, Paolucci II 233. Si tratta di un esemplare raro, attestato in buono stato di conservazione, valutato m.BB/q.SPL.
Questa e le due oselle precedenti (anni VIII e IX) sono collegate alla controversia con l'Austria riguardo il diritto di designare il Patriarca di Aquileia, storicamente legato alla prima predicazione di San Marco. Benedetto XIV, tuttavia, conferì in modo indiretto ragione all'Austria.
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