Pittore veneto, secc. XVI-XVII
Pittore veneto, secc. XVI-XVII SERIE DI SEI CESARI serie di sei dipinti, olio su tela, cm 112x79,5 (Tito); 114x81 (Caligola e Claudio); 117x86 (Giulio Cesare); 120x103 (Tiberio e Nerone) (6) Venetian painter, 16th-17th centuries SERIES OF SIX CAESARS series of six paintings, oil on canvas, 112x79,5 (Tito); 114x81 (Caligola and Claudio); 117x86 (Giulio Cesare); 120x103 cm (Tiberio and Nerone) (6) La prima e più famosa serie dedicata agli Imperatori di cui Svetonio aveva narrato le vite è quella dipinta da Tiziano per Federico Gonzaga a partire dal 1537, poi completata da Giulio Romano che dipinse la figura di Domiziano. Conservata nella Sala di Troia nel Palazzo Ducale di Mantova fino alla vendita della collezione nel 1628, passò poi a Londra e infine a Madrid, dove andò perduta nell’incendio dell’Alcazar nel 1734. Ne resta memoria, come si sa, nelle incisioni trattene da Egidius Sadeler e nelle copie dipinte eseguite da Bernardino Campi nel 1562 per Alfonso d’Avalos, Marchese di Pescara, ora nelle raccolte del Museo Nazionale di Capodimonte (in deposito a Villa Rosebery, residenza della Presidenza della Repubblica a Napoli). In questa sede, presentiamo sei Cesari, ovvero Tito, Giulio Cesare, Caligola, Claudio, Tiberio e Nerone, da ricondurre ad almeno due mani diversi: la prima, più felice, si è occupata del Tito e del Giulio Cesare e si contraddistingue per la scelta di una tavolozza più fresca e una pennellata più liquida; la seconda, che si è occupata delle rimanenti quattro tele, ha interpretato i Cesari con maggior monumentalità, dipingendo le figure con un'impostazione più austera e caratterizzate da un chiaroscuro più segnato.