Pittore veneziano, sec. XVII
Pittore veneziano, sec. XVII RITRATTO DI FRANCESCO LABIA olio su tela, cm 90x73,5 iscritto, in alto a sinistra: "MDVC/[FRAN]CESCO LABIA/ [...] A CRIMANL /[...] TOR SOP. A CONTI/ [...] TOR SOP. A BANCHI/[...] O DI LONDRA/[M]DCLXV" Venetian painter, 17th century PORTRAIT OF FRANCESCO LABIA oil on canvas, 90x73.5 cm inscribed, upper left: "MDVC/[FRAN]CESCO LABIA/ [...] A CRIMANL /[...] TOR SOP. A CONTI/ [...] TOR SOP. A BANCHI/[...] O DI LONDRA/[M]DCLXV" Provenienza - Caracciolo/Carafa, n. 176 (etichetta sul retro della cornice) - Christie's, Milano, Old Masters Paintings and Drawings, 7 giugno 2006, lotto n. 47. Il dipinto presenta il ritratto di Francesco Labia ed è datato 1665. La famiglia Labia, di origine spagnola, si stabilì a Venezia nel corso del XVII secolo, distinguendosi rapidamente per la notevole ricchezza accumulata attraverso attività mercantili e finanziarie. Nel 1646, in occasione della Guerra di Candia, i Labia acquisirono il titolo patrizio mediante il versamento di ingenti somme alla Repubblica, entrando così nel novero della nobiltà veneziana come “nobili nuovi”. Nel tardo Seicento e soprattutto nel secolo successivo, la famiglia consolidò la propria posizione sociale attraverso una politica di rappresentanza improntata a grande sfarzo e mecenatismo artistico. Emblema della loro ascesa è il Palazzo Labia a Cannaregio, tra le più fastose residenze veneziane, celebre per gli affreschi di Giambattista Tiepolo. Pur rimanendo ai margini dell’aristocrazia più antica, i Labia incarnano efficacemente il fenomeno della nuova nobiltà veneziana, in cui il prestigio sociale si fondava sempre più sulla disponibilità economica e sulla capacità di autorappresentazione. Francesco fu uno dei principali rappresentanti della famiglia proprio nella seconda fase, ovvero quando già la famiglia era divenuta nobile. Il dipinto è stato verosimilmente commissionato a Venezia dove risiedeva il Labia nel 1665 (come attesta l'iscrizione in alto a sinistra), seppur fosse accompagnato dalla suggestiva attribuzione dalla raccolta di provenienza a Claudio Coello (1642-1693) pittore spagnolo che viaggiò spesso in Italia.