
Curtius & Silanus, Denario romano (Roma, 116–115 a.C.), AR. Moneta in argento con peso di 3,90 g e diametro di 18,4 mm, orientamento del conio “8 h”. Il dritto raffigura la testa di Roma volta a destra, con elmo crestato e alato. Sulla porzione anteriore compare la legenda “Q·CVRTIUS” trascritta in verticale verso l’alto; sul retro, è presente la lettera “X” come segno di valore.
Il rovescio presenta Giove che guida una quadriga rapida verso destra, mentre con la mano destra scaglia un fulmine e con la sinistra trattiene lo scettro e le redini. Nella parte alta è raffigurato il lituus. Nella zona inferiore compare “M SILA”; in exergue è riportato “ROMA”. L’esemplare è in tono “cabinet”, con resa molto fine.
La classificazione antiquaria indicata per l’opera include riferimenti bibliografici: Crawford 285/2, Babelon (Curtia) 2 e (Junia) 9, Sydenham 537. Per lo stato di conservazione, il lotto riporta “extremely fine / near extremely fine”.
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Curtius & Silanus, Denario romano (Roma, 116–115 a.C.), AR. Moneta in argento con peso di 3,90 g e diametro di 18,4 mm, orientamento del conio “8 h”. Il dritto raffigura la testa di Roma volta a destra, con elmo crestato e alato. Sulla porzione anteriore compare la legenda “Q·CVRTIUS” trascritta in verticale verso l’alto; sul retro, è presente la lettera “X” come segno di valore.
Il rovescio presenta Giove che guida una quadriga rapida verso destra, mentre con la mano destra scaglia un fulmine e con la sinistra trattiene lo scettro e le redini. Nella parte alta è raffigurato il lituus. Nella zona inferiore compare “M SILA”; in exergue è riportato “ROMA”. L’esemplare è in tono “cabinet”, con resa molto fine.
La classificazione antiquaria indicata per l’opera include riferimenti bibliografici: Crawford 285/2, Babelon (Curtia) 2 e (Junia) 9, Sydenham 537. Per lo stato di conservazione, il lotto riporta “extremely fine / near extremely fine”.