








Attribuita a Giambologna per il modello, Ratto delle Sabine. Scultura in bronzo patinato nero, pertinente al periodo Neoclassico, databile al XVIII-XIX secolo. L’opera riprende l’iconografia della celebre composizione a vortice, in cui tre figure nude si avvolgono in una struttura spiraleggiante: due figure maschili e una figura femminile. Le dimensioni misurano cm 67 x 27 x 24.
La resa plastica evidenzia un trattamento accurato di volti e capigliature, coerente con una sensibilità formale di impianto neoclassico. La muscolatura è sviluppata con andamento armonico e volumetrie definibili, mentre la manodopera è percepibile nella modellazione delle superfici e nella cura dei dettagli anatomici. Ulteriori elementi distintivi riguardano il taglio delle unghie, descritto come ancora prossimo alla forma quadrata, caratteristica riconducibile a lavorazioni di bottega. La composizione, complessivamente, mantiene la pienezza della nudità delle figure e l’effetto dinamico dell’intreccio.
La patina nera coprente e il tipo di lavorazione sono indicativi di una fusione realizzata verosimilmente in ambito fiorentino tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del successivo, quale replica del modello di Giambologna. Non sono riportate informazioni specifiche su firma, timbri o provenienza. Le condizioni sono indicate come conformi all’esistenza di una patina esterna; ulteriori verifiche non sono descritte nei dati disponibili.
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Attribuita a Giambologna per il modello, Ratto delle Sabine. Scultura in bronzo patinato nero, pertinente al periodo Neoclassico, databile al XVIII-XIX secolo. L’opera riprende l’iconografia della celebre composizione a vortice, in cui tre figure nude si avvolgono in una struttura spiraleggiante: due figure maschili e una figura femminile. Le dimensioni misurano cm 67 x 27 x 24.
La resa plastica evidenzia un trattamento accurato di volti e capigliature, coerente con una sensibilità formale di impianto neoclassico. La muscolatura è sviluppata con andamento armonico e volumetrie definibili, mentre la manodopera è percepibile nella modellazione delle superfici e nella cura dei dettagli anatomici. Ulteriori elementi distintivi riguardano il taglio delle unghie, descritto come ancora prossimo alla forma quadrata, caratteristica riconducibile a lavorazioni di bottega. La composizione, complessivamente, mantiene la pienezza della nudità delle figure e l’effetto dinamico dell’intreccio.
La patina nera coprente e il tipo di lavorazione sono indicativi di una fusione realizzata verosimilmente in ambito fiorentino tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del successivo, quale replica del modello di Giambologna. Non sono riportate informazioni specifiche su firma, timbri o provenienza. Le condizioni sono indicate come conformi all’esistenza di una patina esterna; ulteriori verifiche non sono descritte nei dati disponibili.
| Dimensioni | cm 67 x 27 x 24 |