


L'opera è attribuita a Vittorio Maria Bigari (1692-1776), un noto artista bolognese, e si presenta come un doppio studio in china e pietra nera su carta, con dimensioni di mm 210x150. La cornice che la contorna misura cm 32x30. Le due rappresentazioni, anziché essere uniche, offrono una visione ravvicinata delle varianti di figura e panneggio.
Dal punto di vista stilistico, il foglio presenta forti tangenze con la produzione grafica di Donato Creti, il che suggerisce un dialogo artistico tra i due maestri, evidenziando l'interesse comune per lo studio dei dettagli anatomici e dei drappeggi.
Lo stato di conservazione del lavoro è conforme ai parametri di epoca, e sebbene l'opera sia stata venduta, le tecniche utilizzate, unitamente alla firma e alla provenienza dell'artista, conferiscono un valore intrinseco significativo a questo studio. Sintetizzando, l'opera di Bigari è un prezioso esempio della sua abilità e della sua estetica artistica.
Generato con Artness AI
L'opera è attribuita a Vittorio Maria Bigari (1692-1776), un noto artista bolognese, e si presenta come un doppio studio in china e pietra nera su carta, con dimensioni di mm 210x150. La cornice che la contorna misura cm 32x30. Le due rappresentazioni, anziché essere uniche, offrono una visione ravvicinata delle varianti di figura e panneggio.
Dal punto di vista stilistico, il foglio presenta forti tangenze con la produzione grafica di Donato Creti, il che suggerisce un dialogo artistico tra i due maestri, evidenziando l'interesse comune per lo studio dei dettagli anatomici e dei drappeggi.
Lo stato di conservazione del lavoro è conforme ai parametri di epoca, e sebbene l'opera sia stata venduta, le tecniche utilizzate, unitamente alla firma e alla provenienza dell'artista, conferiscono un valore intrinseco significativo a questo studio. Sintetizzando, l'opera di Bigari è un prezioso esempio della sua abilità e della sua estetica artistica.
| Dimensioni | mm 210x150 - con cornice cm 32x30 |
| Tecnica | china e pietra nera su carta |