
| AltreInformazioni | Olivo Barbieri (Carpi, Modena 1954) si avvicina alla fotografia nei primi anni ’70 a Bologna dove frequenta quella straordinaria fucina di talenti che era il DAMS. Affascinato dalle luci artificiali che illuminano la notte dei centri urbani, le usa per i primi lavori con cui si segnala a Luigi Ghirri che nel 1984 lo inserisce, il più giovane fra i partecipanti, al grande progetto “Viaggio in Italia”. Negli anni Novanta viaggia in Oriente e segnatamente in Cina sviluppando un diverso stile: i paesaggi e le architetture sono realizzati con riprese aeree e una messa a fuoco selettiva che ne evidenzia solo alcuni piani. Si afferma a livello internazionale con mostre – dalla Biennale di Venezia alla Triennale di New York – cataloghi e video. Le due immagini qui proposte sono esempi particolarmente significativi di due modi diversi e complementari di osservare la realtà che caratterizzano la visione di uno dei più interessanti fotografi che hanno caratterizzato l’interpretazione contemporanea del paesaggio soprattutto urbano allontanando decisamente la prevedibilità in favore di una seducente teatralità. Lo fa usando, è il caso della fotografia scattata a Roma, una composizione frontale di rigore assoluto dove la simmetria diviene equilibrio che viene sottolineato dalla delicatezza cromatica dell’insieme scelta per alludere alle atmosfere della città. Completamente diversa, proprio per sottolineare il forte dinamismo ché attraversa la spettacolare rivoluzione urbanistica che lì si sta realizzando, è la fotografia scattata a Shangai con una ripresa audace che invita lo sguardo a perdersi fra le strutture della costruzione. |
| Datazione | 1984 |
| Dimensioni | cm 29,7 x 38,6 (cm 24,4 x 31,6 immagine) |
| Tecnica | Stampa cromogenica vintage |