| AltreInformazioni | Si ringrazia il professor Francesco Petrucci per la conferma dell'attribuzione. Pubblicato da Stella Rudolph nel 1972 - quando si trovata a Roma nella collezione di Andrea Busiri Vici - come opera della tarda produzione del Mola, il dipinto è stato poi inserito tra le opere dubbie dal professor Petrucci che all'epoca ebbe modo di giudicarlo solamente sulla base di una piccola riproduzione in bianco e nero. Il dipinto riemerge oggi, dopo essere stato conservato per diversi decenni in collezione privata, e lo studioso ne rivede la sua posizione, considerandolo opera autografa e di pregevole qualità di Pier Francesco Mola, eseguita attorno al 1660-66, che offre una visione intimistica e domestica del tema, quello del riposo durante la fuga in Egitto, ed una sensibilità atmosferica del paesaggio, tipica dell'attenzione naturalistica del pittore. |
| Bibliografia | S. Rudolph, Pier Francesco Mola: la monografia di R. Cocke e nuovi contributi, in “Arte illustrata”, V, 50, 1972, p. 350, fig. 5 F. Petrucci, L. Piu (a cura di), Indice dell’opera pittorica del Mola, in Mola e il suo tempo. Pittura di figura dalla collezione Köelliker, catalogo mostra (Ariccia), Milano 2005, p. 246 n. 139 (come opera dubbia) F. Petrucci, Pier Francesco Mola (1612-1666). Materia e colore nella pittura del ‘600, Roma 2012, p. 502, n. E105 (come opera dubbia) |
| Dimensioni | cm 77 x 62 |
| Provenienza | Parigi, D'Atri Firenze, mercato antiquarioMilano, Finarte, 17 maggio 1977, lotto 64 Collezione privata |
| Supporto | cm 95 x 80 x 5,5 (cornice senza vetro) |
| Tecnica | olio su tela |