| AltreInformazioni | Aulo Persio Flacco (Volterra, 34 d.C.-62 d.C.), poeta e cavaliere romano vicino per nascita e matrimonio all'aristocrazia di corte, allievo di un filosofo stoico, legato dalla giovinezza a Lucano e Cesio Basso, fu poeta lirico, noto soprattutto per le Satire, opera letteraria di complesso significato criptico; morì giovane all'età di ventinove anni. Il poeta incoronato di alloro regge un libro aperto nel quale è scritta in caratteri capitali latini l'epigrafe celebrativa "AULUS PERSIUS FLACCI, EQUITIS ROMANI F. POETA VOLATERRANUS FALCONCINIORUM FAMILIAE DECUS E QUA ORITUR ANNO XXI. IMPERII TYBERII ANNO III POST PASSIONEM IESU CHRISTI DOMINI NOSTRI. MORITUR AUTEM ANNO AETATIS SUAE XXIX ANNO IX IMPERII NERONIS. QUO ANNO THERMAE AB EO ROMAE AEDIFICATAE SUNT". La qualità del dipinto e l'eleganza formale della scritta attestano non solo una committenza importante dell'opera ma anche la sua collocazione nell'ambito culturale e letterario classico di livello elevato. Il ritratto non sembra riferibile alla serie gioviana degli uomini illustri (Giovio Paolo, 1483-1552) e neppure per composizione e stile a quelli della serie di Cristofano dell'Altissimo (1525 ca.-1605), ora agli Uffizi, anche se non si può escludere un qualche rapporto. Lo stile della pittura sembra tuttavia riferibile a esempi di ritratto celebrativo della pittura manierista toscana. |
| Dimensioni | cm 107x86 |
| Tecnica | Olio su tela |