Ritratto di giovinetto all'età di dodici anni
Iscrizione in alto: "DANNI XII". Expertise della Dott.ssa Caroline Pamela Murphy. Questo intenso ritratto, recentemente attribuito a Lavinia Fontana dalla studiosa Caroline Pamela Murphy e confermato dalla professoressa Vera Fortunati (scheda del catalogo mostra di Dublino), rappresenta una significativa testimonianza della ritrattistica bolognese di fine Cinquecento. L’opera, databile intorno al 1600, si colloca in una fase di transizione stilistica cruciale per l'artista: il superamento delle rigidezze manieriste verso il nuovo naturalismo promosso dalla riforma dei Carracci. La tecnica esecutiva, caratterizzata da una stesura cromatica più libera e dall'uso di una biacca corposa, riflette questa evoluzione, trovando riscontri diretti in capolavori della maturità come il Ritratto di famiglia della Pinacoteca di Brera. Il fanciullo è raffigurato di profilo su uno sfondo neutro e scuro che ne esalta la presenza psicologica e l'immediatezza espressiva. L'abbigliamento, pur sobrio, rivela il tipico virtuosismo della Fontana nella resa dei dettagli: la tunica è arricchita da decorazioni e bottoni resi con un particolare pigmento giallo piombo-stagno atto a simulare l'oro, mentre il colletto in pizzo bianco è descritto con minuziosa precisione ottica. La luce colpisce il volto del giovane creando un forte contrasto chiaroscurale che ne modella i tratti, conferendo allo sguardo un'intensità quasi devozionale e malinconica. L'iscrizione "DANNI XII" sulla tela sottolinea il valore documentario del dipinto, commissionato probabilmente per celebrare il passaggio del soggetto all'adolescenza. Tale sensibilità verso ilmondo dell'infanzia è una costante nel percorso della Fontana, capace di infondere una rara gravitas e dignità anche ai suoi committenti più giovani. L’opera, rimasta a lungo inedita, si presenta oggi in un eccellente stato di conservazione. Bibliografia: 2023, Lavinia Fontana: Trailblazer, Rule Breaker, 6 May - 27 August, National Gallery of Ireland, Dublin; Cat. 39, pp. 102-103.