San Giovanni Battista
In questa raffigurazione di giovane seminudo si riconosce agevolmente San Giovanni Battista nel deserto. Il santo, d'accordo con la tradizione iconografica, è infatti vestito di pelli di cammello e sdraiato all'interno di una grotta su un mantello rosso, con i suoi attributi principali della croce e del cartiglio con la scritta "Ecce Agnus Dei". La tela presenta una figura maschile vigorosa resa con accuratezza anatomica in una postura particolarmente elaborata: la gamba destra flessa, il braccio sinistro piegato e poggiato su una pietra, il busto in lieve rotazione e il braccio destro disteso che regge la croce di canne incrociate. L'autore del dipinto esibisce una notevole padronanza del disegno e dei contrasti chiaroscurali, sfruttati in profondità per dare il massimo risalto alla plasticità scultorea del corpo. Merita, inoltre, di essere specificamente sottolineata la notevole qualità del brano di paesaggio, realizzato con una pennellata sciolta e sintetica. E' evidente nella tela un retroterra caravaggesco, arricchito però dall'influsso della pittura romana (Orazio Gentileschi, Baglione, Reni) e principalmente napoletana (Battistello, Stanzione, Ribera). Vanno infatti sottolineate le strette tangenze che quest'immagine potente rivela con la produzione di Antonio De Bellis, Onofrio Palumbo, ma soprattutto Artemisia Gentileschi, protagonista della pittura napoletana nel corso del suo lungo soggiorno partenopeo, tra il 1630 e il 1656: tangenze che traggono conforto dal confronto con opere di Artemisia come la Maddalena penitente e Corisca e il satiro, entrambi in collezione privata, Susanna e i vecchioni della PInocateca Nazionale di Bologna o il Trionfo di Galatea della National Gallery di Washington.