San Girolamo penitente
Il dipinto è accompagnato da un'expertise del prof. Nicola Spinosa. Questo potente San Girolamo penitente, colto in meditazione davanti al crocifisso, è rappresentato mentre si percuote il petto con un sasso e stringe nella mano sinistra un teschio, secondo la consolidata iconografia devozionale. Secondo Nicola Spinosa, che ne ha riconosciuto con sicurezza l’autografia, il dipinto si colloca nella prima fase dell’attività di Luca Giordano, tra il 1650 e il 1655, quando il suo linguaggio risente ancora fortemente dei modelli ribereschi, seppur già rielaborati in modo autonomo e personale.Come osserva Spinosa, il San Girolamo presenta, infatti, strette affinità tipologiche e stilistiche con altre opere giovanili del maestro napoletano, tra cui il Sant’Onofrio orante della chiesa di San Francesco di Paola a Napoli, il San Girolamo in preghiera della Pinacoteca Civica di Asolo, la Morte di Seneca della Gemäldegalerie di Monaco e le grandi tele martiriali della chiesa parrocchiale di Pedrengo. Nel dipinto si coglie così con evidenza la matrice riberesca nella costruzione luministica e nel vigore plastico della figura, unita tuttavia a una raffinata modulazione dei tratti espressivi, delle anatomie e dei panneggi, che testimonia la precoce maturità pittorica di Luca Giordano.