Scontro di cavalieri ai piedi di una torre diroccata
Il dipinto è accompagnato da un'expertise del prof. Giancarlo Sestieri. Giancarlo Sestieri, massimo esperto della pittura di battaglie, considerò subito questa grande tela una testimonianza eccezionale della produzione di Giuseppe Zais come battaglista e, anzi, "senza meno il suo più significativo e qualitativo esempio in tale genere iconografico, da lui attivamente coltivato e rappresentato infatti da un consistente catalogo, nel quale tuttavia questo dipinto s'inserisce al momento come un unicum", anche grazie al "suggestivo sfondo paesaggistico, terminante in montagne azzurrine, chiaramente ispirato alle Prealpi venete." Tale giudizio fu ampiamente confermato nel catalogo della mostra "Pugnae. La guerra nell'arte", curato dallo stesso studioso, in cui la tela fu esposta e dove Sestieri puntualizzò come nel dipinto venissero espresse le alte doti pittoriche di Zais "su una piattaforma formale più puntualizzata nella tematica scelta, con una più accurata definizione formale, conseguendo risultati che sembrano apparentarsi (...) al mondo di Gian Antonio Guardi".