Scultura raffigurante la Pietà
in legno di noce, di provenienza lombarda e databile al XVI secolo, raffigurante il tema della Pietà.La Pietà è una delle rappresentazioni più toccanti dell’arte cristiana, raffigurante la Vergine Maria che sorregge il corpo senza vita di Cristo deposto dalla croce. Il soggetto, sviluppatosi nell’area germanica e boema a partire dal XIII secolo (le cosiddette “Vesperbilder”), si diffonde in Italia nel corso del Trecento, trovando particolare fortuna nel Rinascimento, dove viene reinterpretato con un nuovo pathos e naturalismo.La scultura in esame, realizzata in legno di noce e di dimensioni relativamente contenute, presenta una composizione intensamente drammatica e accorata. La Vergine, avvolta in un manto pesante, dal volto dolente e trattenuto, sorregge il corpo di Cristo disteso sulle sue ginocchia. Il corpo del Redentore è scolpito con una notevole attenzione anatomica, evidenziata dai muscoli tesi del torso e dalle gambe slanciate. Il panneggio della veste di Maria è lavorato con profondi solchi a flusso verticale, mentre il volto di Cristo mostra un’espressione sofferente ma serena, con occhi socchiusi e barba trattata a piccoli ricci. La datazione al XVI secolo, in ambito lombardo, è sostenuta sia da elementi stilistici che tecnici. Il legno di noce, tipico della produzione padana e alpina, era molto usato per le sue qualità di resistenza e duttilità nella scultura sacra. L'opera presenta tratti rinascimentali: la compostezza formale, l’accento naturalistico nella resa del corpo di Cristo e l’equilibrio complessivo della composizione rimandano a una sensibilità tardo-quattrocentesca evoluta in seguito nel pieno Cinquecento. Tuttavia, permangono anche alcune stilizzazioni nella definizione dei panneggi e nel volto di Maria, che denotano una persistenza di gusto di moduli tardo-gotici, ancora vivi nella produzione scultorea lombarda di area prealpina tra Bergamasca e Valtellina.