
| AltreInformazioni | Enzo Sellerio (Palermo 1924 - 2012), nato in una famiglia di intellettuali, si laurea in Giurisprudenza e abbandona la carriera universitaria per abbracciare nei primi anni ’50 quella di fotografo pubblicando sui periodici “Sicilia”, “Cinema Nuovo” e “Il Mondo” con immagini di gusto neorealista grazie alle quali realizza le prime mostre personali. I reportage sulla rivista svizzera “du” gli consentono, nella prima metà degli anni ’60, di lavorare da free lance fra Parigi e New York per Vogue ritraendo importanti personaggi della cultura. Un nuovo e diverso interesse per l’editoria lo induce a mettere da parte la fotografia e fondare, con la moglie Elvira, la Sellerio Edizioni che pubblica sia libri d’arte che di narrativa. Chi non si intende di fotografia resta sempre un po’ stupito nello scoprire che Enzo Sellerio non è stato solo un grande editore ma anche un eccellente fotografo che si inserisce nel novero di quegli autori che nel dopoguerra hanno dato vita a una vera e propria scuola fotografica pensata non tanto e non solo come ricerca personale, ma soprattutto per essere pubblicata sui rotocalchi che in Italia in quegli anni hanno rappresentato una grande palestra e perfino uno strumento di educazione e di lotta culturale che si muoveva parallelamente al cinema. Un tono narrativo cinematografico hanno in effetti queste due riprese scattate in un espressivo bianco e nero. Povertà e ricchezza, quotidianità ed eccezionalità, atteggiamento schivo e sfrontatezza esibita si confrontano in queste due immagini che sembrano dialogare fra di loro. |
| Datazione | anni 1960/1970 |
| Dimensioni | cm 61 x 50,6 |
| Tecnica | Stampa alla gelatina ai sali d'argento, stampata anni 1970/1980 |