| Bibliografia | Il manoscritto esibisce un apparato decorativo sontuoso dalla fattura assai raffinata, segno dell’altissima committenza di rango nobiliare o cortese. Esso vanta un apparato decorativo di profusione, varietà e maestria squisite, come si può notare dal glorioso decoro dello 'unwan, caratterizzato da elementi "persiano-orientali" informati a una finissima simmetria dal contrappunto rigoroso, circondata da un glorioso sfondo "a tappeto" lapislazzulo minutamente venato di racemi policromi, su cui poggia un’alternanza di medaglioni amigdaloidi contesti di stupende nervature cromatiche. Meritano menzione anche la virtuosistica giustapposizione cromatica della cornice decorativa delimitante lo specchio di scrittura (pers.: jadval) che comprende ben dieci filetti colorati affiancati a bande di varia larghezza, come pure l’eleganza del decoro pertinente al testo: rosette e medaglioni marginali, policromi anch’essi, di forma discoidale e dentellati, realizzati esternamente allo specchio di scrittura a prescrivere l’inchino rituale (ar.: ruku') o la prosternazione (ar.: sujud), nonché i segni separatori dei versetti conformati a mo’ di gomitoli pentagonali in oro. Si può istituire un confronto dal proficuo parallelismo tra l’architettura decorativa di questo juz' e quella del Corano safavide in crisografia proveniente da Herat e posto all’incanto da Sotheby’s il 27/10/2021 (lotto 109). Scheda a cura di Alessandro Balistrieri. |
| Frontespizio | Fine del XVI secolo. |
| NumeroBeni | 1 |