Stagnone Savona o Albisola, ultimo quarto del XVII secolo
Maiolica. Marca: sole raggiante. Altezza cm 41 circa. Conservazione: mancanze integrate al bordo superiore e inferiore; cadute di smalto e sbeccature ai mascheroni e alle prese, in parte restaurate. Stagnone di farmacia in maiolica foggiato al tornio, di forma ovale capovolta, dotato dei tratti morfologici e degli elementi funzionali propri della sua tipologia vasale, quindi seriali, ma grazie alla cultura e alla prassi artigiana declinati ogni volta nell’esito di una singola identità estetica. Dunque si nota l’altezza non eccessiva, il volume tondeggiante dell’ovale, l’ampia curva d’innesto della spalla rispetto alla base del collo, il rilievo notevole del cordone che lo circonda dov’è rastremato, lo sporto declive della gronda, la valenza scultorea delle anse a protome di grifone in sintonia col grado stilistico dei mascheroni; il tutto concluso dal sostegno saldo del piede, di altezza di proporzione inversa nel rapporto con il grande diametro della base. Il cartiglio epigrafico si estende sulla superficie anteriore dello stagnone, all’altezza dei mascheroni, e assiepa le sue numerose plicature finali sulla superficie posteriore, badando a mantenere sgombra la parte centrale dello spazio destinato a ospitare la figurazione di maggiore censo artistico. Il medicinale contenuto sono le “Aquae Lupulor*”, Aquae Lupulorum, acque di luppoli, un’ “Acqua Officinale Temperata”, ovvero moderata nel dispensare il proprio effetto terapeutico sedativo, esente dalla necessità di contrastarne parti avverse insite. La decorazione istoriata appartiene alla “scenografia barocca”, eseguita in monocromia blu sul fondo di colore azzurro a sfumatura di verde. Sulla superficie anteriore, al di sopra del cartiglio, sono dipinte le figure di due cavalieri, vessilli al vento, che procedono quasi affiancati al galoppo. Questo particolare soggetto dei guerrieri armati all’antica, espresso in diverse varianti riconducibili al medesimo tema, può considerarsi presente nell’iconografia della maiolica ligure dalla metà del settimo decennio del XVII secolo, testi le maioliche savonesi prodotte per i Medici, proponendosi almeno fino al nono decennio compreso: prova ne sono fra gli altri numerosi esempi la decorazione di uno stagnone databile al 1680 (1), quelle dello stagnone e dell’albarello della farmacia del convento di San Salvatore a Gerusalemme, databili a metà o verso la fine del nono decennio (2), quella di uno stagnone ascrivibile a tale periodo (3). Al di sotto del cartiglio due figure di putti alati siedono accanto al mascherone centrale, uno a ciascuno dei suoi lati. Lo spazio della superficie posteriore mantenuto libero accoglie, come da progetto, le grandi figure della coppia di persone di rango che, mentre conversano, procedono fianco a fianco sullo sfondo del paesaggio, soggetto consono alla “scenografia barocca”. La fedele riproduzione dell’abbigliamento, specie di quello maschile, permette di stabilire un termine cronologico dopo il quale collocare il dipinto su maiolica: la foggia del giustacuore indossato dal personaggio maschile dimostra una maggiore sobrietà formale a paragone dello stile in auge alla metà del secolo, colloca quindi l’esecuzione della figura nei decenni centrali della seconda metà del Seicento e suggerisce di trarne motivo di riflessione riguardo alla data di produzione dell’oggetto. La marca, d’incerta attribuzione, è dipinta al centro del fondello, rappresenta la figura antropomorfa del sole, secondo la diversa forma dei raggi radiante e luminosa. Lo stagnone può quindi ascriversi a produzione di Albisola o di Savona nell’ultimo quarto del XVII secolo. Del resto i temi figurativi scelti per istoriare la superficie dello stagnone in esame, i cavalieri armati all’antica e la coppia in amabile colloquio, i rispettivi spazi dove sono collocati, si ritrovano nella decorazione di uno stagnone di farmacia per le “Aque Eufragie”, Aquae Eufragiae, acque di eufrasia, marca Stemma di Savona, parte del corredo dell’antico ospedale genovese degli Incurabili (4): molto affini i due soggetti, medesima tipologia decorativa impiegata, diverso il pittore, orientato a ritroso verso la metà del secolo l’abbigliamento dei personaggi, comunque di stile francese, probabile una data prossima di esecuzione. Non si tratta di episodi slegati dalla realtà culturale condivisa del territorio e del mestiere, lo conferma la decorazione “a scenografia barocca” di un piatto marcato “Stemma di Savona”, eseguita servendosi dello stesso tipo di soggetto, all’interno del quale i personaggi a colloquio sono addirittura sei, quattro uomini e due donne di ceto nobiliare, abbigliati nello stile francese dei precedenti ma fornendo l’esempio fedele della moda in auge proprio alla metà del XVII secolo (5). Gli stessi modelli figurativi sono quindi presenti e disponibili nel medesimo periodo, talvolta associati, producono esiti estetici culturalmente compatibili ma fra loro diversi, però riconoscibili nella loro identità espressiva dato lo stile personale di ciascuno dei pittori. Note 1. Arrigo Cameirana, A.A.V.V., “Bianco-blu, cinque secoli di grande ceramica ligure”, catalogo della mostra, a cura di Cecilia Chilosi, Eliana Mattiauda, Ginevra-Milano 2004, scheda n. 63, p. 190; fig. a p. 112. 2. Guido Farris, Albert Storme, “Ceramica e farmacia di San Salvatore a Gerusalemme”, Genova 1982, scheda n. 67, pp. 142-144, figg. 74-78; scheda n. 68, pp. 144-146, figg. 80-83. 3. Carlo Raffo, “Identità della maiolica ligure di età barocca. I pittori, l’iconografia, il tema dei guerrieri a cavallo”, Cambi Casa d’Aste, asta n. 100, Genova 2010, ottobre, pp. 118-123, 6 fotografie. 4. Loredana Pessa, “Ceramiche da farmacia delle antiche spezierie degli ospedali genovesi di Pammatone e degli Incurabili”, AA.VV., “Arte farmaceutica e piante medicinali”, a cura di Laura Saginati, Ospedaletto 1996, scheda n. 18, p. 159, figg. 18a-18b, pp. 158-159. 5. Carlo Raffo, Maioliche e Porcellane, Cambi Casa d’Aste, asta n. 611, 2021 dicembre, scheda n. 43, pp. 38-39.