
L'opera "Summit" di Achille Perilli, datata 1968, è realizzata in tecnica mista su tela, con dimensioni di cm 114x146. Perilli, artista di spicco nel panorama dell'arte moderna italiana, ha esplorato nei suoi lavori la sintesi tra informale e geometrico, portando avanti un linguaggio astratto distintivo. Questa opera in particolare è stata esposta nel contesto della mostra "Piero Guccione e Achille Perilli. Ai confini dell'astrazione", a cura di Marco di Capua, presso il Mart di Trento e Rovereto dal 20 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022.
Esteticamente, "Summit" si presenta come un'opera di vivida espressione formale; le linee e le forme astratte si intrecciano, creando un dialogo complesso tra i colori e la composizione. L'uso di una tecnica mista conferisce all'opera una ricchezza di texture e una profondità visiva notevole, caratteristica del lavoro di Perilli. Sul verso, l'opera è contrassegnata da firma, data, titolo, così come da un'etichetta della Galleria Marlborough di Roma e dall'archivio con il numero R 1952.
Il pezzo presenta timbri dello Studio d'arte Mercurio di Milano e dispone di un'autentica dell'artista su foto. È catalogato nell'Archivio dell'Artista, con il numero 57 del 1968. Completano la provenienza l’importante passaggio attraverso diverse gallerie e case d’asta rinomate, come Christie’s e Sotheby’s, nonché la sua inclusione nelle collezioni private, attestando il prestigio dell’opera nel mercato dell’arte contemporanea.
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L'opera "Summit" di Achille Perilli, datata 1968, è realizzata in tecnica mista su tela, con dimensioni di cm 114x146. Perilli, artista di spicco nel panorama dell'arte moderna italiana, ha esplorato nei suoi lavori la sintesi tra informale e geometrico, portando avanti un linguaggio astratto distintivo. Questa opera in particolare è stata esposta nel contesto della mostra "Piero Guccione e Achille Perilli. Ai confini dell'astrazione", a cura di Marco di Capua, presso il Mart di Trento e Rovereto dal 20 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022.
Esteticamente, "Summit" si presenta come un'opera di vivida espressione formale; le linee e le forme astratte si intrecciano, creando un dialogo complesso tra i colori e la composizione. L'uso di una tecnica mista conferisce all'opera una ricchezza di texture e una profondità visiva notevole, caratteristica del lavoro di Perilli. Sul verso, l'opera è contrassegnata da firma, data, titolo, così come da un'etichetta della Galleria Marlborough di Roma e dall'archivio con il numero R 1952.
Il pezzo presenta timbri dello Studio d'arte Mercurio di Milano e dispone di un'autentica dell'artista su foto. È catalogato nell'Archivio dell'Artista, con il numero 57 del 1968. Completano la provenienza l’importante passaggio attraverso diverse gallerie e case d’asta rinomate, come Christie’s e Sotheby’s, nonché la sua inclusione nelle collezioni private, attestando il prestigio dell’opera nel mercato dell’arte contemporanea.
| Autentica | Autentica dell'Artista su foto. L'opera risulta schedata nell'Archivio dell'Artista al n°57 del 1968. |
| Bibliografia | Bibliografia: "Achille Perilli Catalogo generale dei dipinti e delle sculture 1945-2006", Silvana editoriale, pubblicato a pag. 53 con n°800. |
| Datazione | 1968 |
| Dimensioni | cm. 114x146 |
| Esposizione | Esposizione: "Piero Guccione e Achille Perilli. Ai confini dell'astrazione", a cura di Marco di Capua, Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, 20 ottobre 2021 - 9 gennaio 2022, pubblicato sul catalogo della mostra a pag 60-61, 83. |
| Provenienza | Provenienza: Galleria Marlborough, Roma. Galleria Molino, Roma. Christie’s, Roma, 1986. Studio d'arte Mercurio, Milano. Sotheby’s, Milano, 1999. Collezione privata, Asiago. |
| Tecnica | Tecnica mista su tela |