| Bibliografia | I DOCUMENTO: Supplica scritta da Antonio Sinibaldi a nome della suocera Tommasia, già moglie di Bernardo de Paganelli, e madre di Diamante (moglie di Sinibaldi), affinché le venga concessa la remissione da tutti i suoi peccati. In questo manoscritto Sinibaldi precisa “gratis scripsit” sottolineando di non aver percepito alcun compenso per la sua opera professionale; analoga precisazione è presente anche nel libro d’ore – oggi conservato alla British Library - realizzato nel 1485 per Agostino Biliotti, mercante, amico di Leon Battista Alberti e Gonfaloniere di Giustizia a Firenze. Antonio (di Francesco) Sinibaldi (1443-c.1528) è stato un celebre copista, attivo a Firenze e a Napoli. Tra i suoi committenti è annoverato Giovanni d’Aragona, Mattia Corvino e Lorenzo de’ Medici. Ad oggi si conoscono almeno 35 manoscritti da lui sottoscritti: tra questi l’Urbinate latino 666 e l’Urbinate latino 681 (oggi conservati alla Biblioteca Apostolica Vaticana). II DOCUMENTO: Assegnazione, da parte di Bartolomeus Dei gratia Episcopus Cornetanus pro sancta Romana Ecclesia et sanctissimo domino nostro Calisto papa tertio, del monastero delle suore domenicane di Perugia, extra duas portas burgi Sancti Petri, quale sede oportuna ad laudem omnipotentis dei et venerationem beate Katherine de Senis (Caterina da Siena). Bartolomeo Vitelleschi, (inizio 1400 – 1463) è stato, oltre che vescovo di Corneto (oggi Tarquinia), un amministratore (tra l’altro di Foligno e Perugia) e un condottiero, ma è ricordato anche come mecenate e letterato. |
| Frontespizio | Non datato, ma 1490 circa. |
| Intestazione | Antonio Sinibaldi, il copista di Lorenzo de Medici |
| NumeroBeni | 2 |