| AltreInformazioni | La testa dell'Algerina è senza dubbio un ritratto importante nella storia della ritrattistica di Innocenti. Rispetto al gruppo di ritratti femminili degli anni Trenta, Ritratto della Bruna, 1930, bronzo, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, Ritratto di Rita, 1932, Ritratto di Greta, detta Katjusha, 1936, Ritratto di Baby Falau, 1936, Zuara, 1936, Galleria d'Arte Moderna di Milano, Ritratto di Martha Weissman, 1937, L'Algerina, alla fine del decennio, segna una svolta decisiva verso uno stile decisamente modernista e novecentesco, con l'abbandono degli echi ancora di purezza "neorinascimentale" e bartoliniana dei precedenti. Il modellato si è fatto più sintetico e i caratteri del ritratto naturalista vanno verso una sintesi di semplificazione descrittiva. Della scultura esistono attendibilmente solo questo esemplare in terracotta steccata e una fusione in bronzo, presso collezione privata. |
| Bibliografia | Marco Fagioli, Bruno Innocenti scultore. Tra mito e liricità, Aión Edizioni, Firenze, 2009, n. 20; Bruno Innocenti scultore (1906-1986), a cura di Marco Fagioli e Renzo Gamucci, presentazione di Antonio Salini Guicciardini, schede di Sara Meloni e Chiara Stefani, San Miniato (Pisa), Palazzo Grifoni, 23 ottobre - 13 novembre, Aión Edizioni, Firenze, 2011, pp. 148, 149, n. 42; Marco Fagioli, Bruno Innocenti statuario del Novecento, catalogo ragionato, Aión Edizioni, Firenze, 2025, p. 150 (riprodotta terracotta patinata e due foto prima della cottura). |
| Datazione | 1940 |
| Dimensioni | cm 38 h, su base ottagonale in legno |
| Tecnica | Scultura in terracotta steccata patinata a bronzo |