Ubaldo Gandolfi
Ubaldo Gandolfi (Bologna, 1728 - Ravenna, 1781) TESTA D'UOMO BARBUTO, IN PROFILO olio su tela, cm 35x47 HEAD OF A BEARDED MAN, IN PROFILE oil on canvas, 35x47 cm Il dipinto è accompagnato da un expertise della Donatella Biagi Maino. Il dipinto qui presentato è stato attribuito da Donatella Biagi Maino al pittore bolognese Ubaldo Gandolfi (1728-1781) ed è accompagnato da un expertise della studiosa datato 18 aprile 2025, di cui si pubblica un estratto. "Ad ogni aggiunta al catalogo di Ubaldo Gandolfi, come questo è il caso, si ha la conferma che il grandissimo pittore bolognese sia stato tra i maggiori interpreti della corrente di pensiero che, rifacendosi alla filosofia dei Lumi, indagava il sembiante umano per comprendere e raffigurare la verità dei sentimenti. [...] Fu Roberto Longhi a sottolineare l'eccellenza delle teste di carattere o arie di testa o studi dal naturale di Ubaldo Gandolfi, come nel Settecento venivano chiamate queste immagini suggestive e spesso struggenti di fanciulli, giovinette, bambini, uomini e donne in età matura o nella vecchiaia. Sono molti, e tutti bellissimi, tali studi dal naturale, le effigi molto amate dei figli o della moglie Teresa, che più e più volte gli fu modella; di amici, conoscenti, modelli d'Accademia o persone incontrate per strada, venditori di stampe e pollarole e mendicanti, che con grande scandolo dei benpensanti Ubaldo metteva in posa e ritraeva secondo i termini della sua accesa sensibilità per offrire la più concreta e sincera immagine dal vero. Ciò infatti che colpisce in questi dipinti è l'assoluta sincerità dell'artista, che in nulla abbellisce o attenua la naturalità di ogni personaggio, diversamente da quanti a questo particolarissimo genere di soggetti si dedicarono. [...] In questo gruppo, ricco di capolavori, di telette affascinanti si inserisce dunque questa testa di uomo barbuto, quasi un santo volto verso la luce del divino ma che santo non è: non è necessario infatti per l'artista procedere in termini di riconoscibilità iconografica, i suoi ferventi ammiratori sapevano apprezzare la verità, la franchezza della pittura. Questo splendido busto d'uomo si fa ammirare per la felicità della stesura, nella ricchezza della materia lucente e lo spessore del disegno della giubba di un verde cangiante, così tipico alla sua tavolozza, dipinto a contrasto con il bianco della camiciola e l'incarnato dell'uomo; strepitosa la resa dei particolari, dalle ciglia ai baffi alla morbida barba ai capelli resi a pennellate rapide, corpose, stese alla prima. E su tutto il lume che spiove a restituire, di questa nobile figura d'uomo, verità di vita e di pensiero".