




Venere Callipigia. Dal modello archeologico, bronzo patinato nero, XVIII-XIX secolo. L’opera, di formato contenuto, misura cm 32×10×9 e presenta lievi segni di consunzione, coerenti con una pregressa movimentazione o con un uso prolungato come manufatto da collezione. Il soggetto raffigura la figura femminile nell’iconografia della “callipigia”, letteralmente associata alla particolare evidenza del motivo anatomico delle anche.
Secondo la descrizione del lotto, la scultura si colloca nel quadro delle repliche e reinterpretazioni dell’antico prodotte tra XVIII e XIX secolo, derivando da un modello di area classica. Sono riferiti come elementi di contesto un’originaria appartenenza a collezioni di sculture archeologiche e la successiva conservazione presso un museo. È inoltre indicato che l’esemplare risultava mutilo della testa, con integrazioni delle parti mancanti secondo prassi storiche.
Sul piano esecutivo, il manufatto è descritto come fusione realizzata in ambito italiano, con possibile riferimento a area romana; non sono riportati marchi di fonderia. La superficie è caratterizzata da una patina trasparente di particolare resa estetica, che contribuisce alla leggibilità dei volumi e alla resa complessiva del modellato.
Generato con Artness AI
Venere Callipigia. Dal modello archeologico, bronzo patinato nero, XVIII-XIX secolo. L’opera, di formato contenuto, misura cm 32×10×9 e presenta lievi segni di consunzione, coerenti con una pregressa movimentazione o con un uso prolungato come manufatto da collezione. Il soggetto raffigura la figura femminile nell’iconografia della “callipigia”, letteralmente associata alla particolare evidenza del motivo anatomico delle anche.
Secondo la descrizione del lotto, la scultura si colloca nel quadro delle repliche e reinterpretazioni dell’antico prodotte tra XVIII e XIX secolo, derivando da un modello di area classica. Sono riferiti come elementi di contesto un’originaria appartenenza a collezioni di sculture archeologiche e la successiva conservazione presso un museo. È inoltre indicato che l’esemplare risultava mutilo della testa, con integrazioni delle parti mancanti secondo prassi storiche.
Sul piano esecutivo, il manufatto è descritto come fusione realizzata in ambito italiano, con possibile riferimento a area romana; non sono riportati marchi di fonderia. La superficie è caratterizzata da una patina trasparente di particolare resa estetica, che contribuisce alla leggibilità dei volumi e alla resa complessiva del modellato.
| Dimensioni | cm 32x 10 x 9 |